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NUCLEARE: NON E' LA SOLUZIONE, MA SARA' IL PROBLEMA

 

Stavo per scarabocchiare una nota sul Nucleare, quando mi sono reso conto che quasi tutto quello che stavo scrivendo si riferiva ad un’intervista di Antonio Cianciullo, (da “La Repubblica” del 7 Novembre 2007) a Jeremy Rifkin, economista di fama mondiale, autore di saggi davvero illuminanti sul nucleare.

Ho riflettuto sulla questione. Non sono uno studioso, certo, ma credo ci sia stato un motivo se nel 1987, 20.894.000 italiani su quasi 30 milioni (l’80% circa) votarono per l’abrogazione del Piano Nazionale di Localizzazione delle centrali. Secondo alcuni, quel voto fu emotivamente influenzato dal disastro di Chernobyl del 1986. Per altri invece fu semplicemente la scelta di una Speranza, per un modello di sviluppo energetico che potesse fare a meno del Nucleare.

A più di vent’anni di distanza questo sogno sembra essere diventato irraggiungibile. Sviluppo Ecosostenibile: una parolaccia. Purtroppo gli sprechi di tempo e di denaro hanno fatto la loro parte in tutto questo. Pale eoliche disseminate in zone che il vento non ha mai accarezzato. Pannelli solari ancora poco diffusi. Qualcuno oggi si scopre “neoambientalista” e ci fa notare che il nucleare ridurrebbe di parecchio le emissioni di CO2 nell’atmosfera. Questo è vero. Ma quali sarebbero realmente gli svantaggi del Nucleare ? Per esporli, ho scelto di limitarmi a schematizzare le argomentazioni di Rifkin contro il Nucleare, aggiungendo qualcosa:

  1. Il problema ancora irrisolto dello smaltimento delle scorie radioattive, che, oltre ad implicare problemi di sicurezza molto elevati, richiederebbe anche dei costi molto consistenti.

  1. Sulla nostra Penisola il rischio per la sicurezza sarebbe più elevato a causa dell’alta densità abitativa e delle zone ad elevato rischio sismico.

  1. Il Nucleare ha assorbito quasi il 50% degli investimenti in ricerca energetica. Oggi, i 439 impianti nel mondo sono in grado di soddisfare soltanto il 6% del fabbisogno mondiale di energia. Per ottenere un risultato davvero consistente bisognerebbe costruire altre migliaia di centrali entro il 2070.

  1. I COSTI di ogni centrale sono enormi, si aggirano tra i 2 e i 3 miliardi di Euro per la costruzione, mentre per lo smantellamento il costi possono addirittura raddoppiare.

  1. Anche l’Uranio è una risorsa in via d’esaurimento e alcuni scienziati ipotizzano che con l’aumento dei ritmi questo rischio potrebbe diventare già realtà nel 2025. In questo caso si dovrebbe ricorrere al Plutonio, risorsa che aumenterebbe i rischi di terrorismo nucleare.

  1. Le centrali nucleari necessitano quotidianamente di enormi quantità d’acqua per il raffreddamento. Il 40% di tutta l'acqua consumata in Francia lo scorso anno, è servita a raffreddare i reattori nucleari. In periodi in cui l’acqua scarseggia è necessario ridurre drasticamente la produzione di energia nucleare. In Italia questo problema non può essere affatto sottovalutato, soprattutto in Estate.

Queste ed altre considerazioni, forse più soggettive, mi spingono a prendere una netta posizione contro il Nucleare. Non un posizione ideologica, ma lungimirante. Credo che il problema energetico sia importante e non possa essere affrontato con una leggerezza simile. Oggi , di fronte all’emergenza, è tornato di moda il Nucleare. Ho paura delle scelte dovute alle emergenze. Sono quasi sempre sbagliate, e quasi sempre impossibili da contrastare.

La sfida è tra una strada lunga e incerta e una via più breve, ma molto rischiosa per le future generazioni. Noi dobbiamo credere che sia possibile un modello di sviluppo più umano, dobbiamo sperare che dopo di noi altri possano vivere in questo mondo senza portare addosso un fardello ereditario con addosso il marchio del nostro silenzio.

Pubblicato il 2/3/2009 alle 13.54 nella rubrica Diario.

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