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Sentirsi Malaussene, da "La Fata Carabina" di Daniel Pennac

Io, Benjamin Malaussène, vorrei che qualcuno m’insegnasse a vomitare l’umano, un metodo sicuro come le due dita in gola, che mi insegnasse il disprezzo, come il buon odio bestiale, quello che massacra a occhi chiusi, vorrei che un giorno arrivasse qualcuno, mi indicasse un altro e mi dicesse: quello è il porco assoluto, cagagli in testa, Benjamin, fagli mangiare la tua merda, uccidilo e massacra i suoi simili.
 
E vorrei poterlo fare, sul serio. Vorrei essere di quelli che chiedono il ritorno della pena di morte, e che l’esecuzione sia pubblica, e che il condannato sia ghigliottinato prima dai piedi, poi sia curato, cicatrizzato e si ricominci appena guarito, nuovo ghigliottinamento, sempre dall’altro lato…
 
...Vorrei appartenere alla vera famiglia, numerosa e tanto unita, di tutti quelli che auspicano il castigo. Porterei i bambini allo spettacolo e potrei dire a Jeremy: “ Vedi cosa ti aspetta se continui a dar fuoco alla pubblica istruzione?”…
 
...Vorrei appartenere alla grande, bella “anima umana”, quella che crede, vero come l’oro, al carattere esemplare della pena, quella che sa da che parte stanno i buoni, da che parte stanno i cattivi, vorrei essere il fortunato possessore di un’intima convinzione, cazzo come mi piacerebbe! Perdio se mi semplificherebbe la vita!

Pubblicato il 6/12/2009 alle 13.16 nella rubrica Diario.

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