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LA STAMPELLA, LE MANI SPORCHE, IL PANE… PENSIERI DI UN “POVERO INGENUO”

Le "mani in pasta", “sporcarsi le mani” e magari pure le maniche, aggiungerei … Sono queste le “metafore democratiche” più gettonate nei discorsi di chi vorrebbe che il PD diventasse la stampella di Raffaele Lombardo all’ARS. Ascoltando le arringhe stucchevolmente appassionate di alcuni compagni e amici di partito mi sorge un dubbio “ Sono io sbagliato? È possibile che sia così difficile trovare un partito in cui si voglia tornare a fare politica e in cui si utilizzino queste metafore per parlare di politica attiva e non per giustificare accordi di bassa lega?” Sono ancora confuso. Costernato.

Da persona che, quando è stata chiamata in causa, s’è sempre impegnata, in prima ed in seconda linea, ho iniziato a nutrire un certo complesso d’inferiorità nei confronti di quegli strateghi che provano a spiegarmi le ragioni di un sostegno a Lombardo: “Un’opportunità da non perdere”, “Aprire la vera stagione delle riforme”, sino ai più biblici “Dobbiamo aiutarlo a redimersi”. Quanta carità, quanto impellente il bisogno d’agire che s’è risvegliato negli animi infervorati di alcuni compagni e/o amici. Fulminati sulla via di Damasco oggi mi vengono a spiegare, con molto garbo, che le mie posizioni di chiusura sono ideologiche, vetero-marxiste, utopiche, fuori da ogni logica.
E allora penso sì, sono Che Guevara, se penso che, lanciando tre o quattro proposte chiare su Sanità, Sviluppo, Energia e Ambiente (a cui è legata la scottante questione dei rifiuti), si potrebbe trovare una strada per fare politica e fare capire alla gente cos’è il PD siciliano. Sono “illuso” se penso che la politica si debba fare ogni giorno ad ogni livello e che un partito sano dovrebbe battersi nei luoghi preposti per difendere e sostenere i propri progetti per questa regione. Devo essere stato vittima di qualche allucinogeno se ogni giorno parlo con giovani e meno giovani “scazzati” perché non riescono più ritrovare nel PD quell’entusiasmo e quelle motivazioni che fino a qualche anno fa rappresentavano una speranza. Avrò visto il film sbagliato, quando qualche hanno fa si demonizzava Lombardo e lo si riteneva soprattutto inaffidabile (e credo che pure l’amico Cuffaro se ne sia reso conto). E forse mi sbaglio, ma ricordo di aver sentito, alle ultime primarie, parlare di “alternativa al centrodestra”. E mi sento un po’ George Orwell quando credo che tra qualche giorno arriverà Mr S.Berl a risolvere i conflitti che hanno scatenato quest’opera dei pupi e noi resteremo lì con la nostra “mano sporca” da accattoni.
 
Per anni mi sono illuso che per andare al governo servissero persone che facessero politica sul territorio. So che questa soluzione risulta parecchio macchinosa rispetto ad un accordo, so che per molti l’apertura di Lombardo rappresenta l’unica possibilità concreta di “sporcarsi le mani”.
Ciò che però più mi fa rabbia è il fatto che qualcuno mi voglia prendere in giro. Non sono nato ieri. Diciamo le cose come stanno. Diciamo che qualcuno ha paura di perdere male pure contro un centro-destra in crisi. Diciamo che può essere legittimo per un deputato regionale, non voler ricandidarsi alle elezioni ogni due anni, lo capisco… mi chiedo se legittimo lo sia per un partito d’opposizione che ha ricevuto un chiaro mandato dagli elettori.
Se delle scelte si devono fare che si facciano e spero che ci siano delle persone disposte ad assumersene pienamente la responsabilità, anche dopo che il nostro partito avrà perso voti e credibilità. In questo modo, chi come me nutre in questo momento una profonda confusione potrebbe finalmente trarre delle conclusioni sulla base di fatti concreti.
 
Dedicato a tutti quegli elettori e militanti che credono ancora nella Politica e non si rassegnano all’idea che per cambiare questa Sicilia si rinunci ai propri sogni o si debba per forza andare via.

Pubblicato il 13/12/2009 alle 15.31 nella rubrica Politica.

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