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Comunione e Liberazione... la pasta, il caffè, le sigarette

Corre l’anno 10 del 2000 e io mi ritrovo con i mie bambocciosi ventottanni di fronte a un piatto di pasta, seduto a tavola con la mia famiglia. Mio padre spezza il ruminante silenzio del pranzo, con una risatina e dice: “Hai letto l’articolo di Gad Lerner sul meeting di Comunione e Liberazione? In platea c’era pure il compagno Barcellona”. Ride, con un po’ d’amarezza, smorzata da un forchettata di spaghetti al pomodoro. Mio padre ha smesso di essere un nostalgico, è rimasto un deluso. A volte cerca, dopotutto, di ricondurmi alla ragione e di smorzare i miei moti violenti di passione politica, facendomi notare che le cose sono cambiate e non tutto è da imputare ai partiti: la gente è cambiata. Divento rosso. Non ho mai capito se è nato prima l’uovo o la gallina. Eppure me lo sono chiesto più volte: quando mi sento mancante nei confronti dei miei doveri e dei mie sogni; quando so di non potermi ritenere immune dalle tentazioni, dalle cadute, dagli sbagli. Da convinto agnostico quale sono – si può essere agnostici convinti ? - a volte penso che, se, , dovessi abbracciare dio sul letto di morte, dio dovrebbe rigettare la mia richiesta d’indulto.

 Caffè e giornale. Naturalmente mi dirigo subito a pagina 9 di Repubblica e leggo il titolo. Mi colpisce l’ultima frase “… il moralismo finisce nel mirino di Cielle”. Ho fatto politica universitaria e con i ragazzi di Cielle ho avuto da ridire spesso sulla loro intransigenza in merito ad alcune questioni: come aborto, fecondazione assistita, sesso pre-matrimoniale, divorzio e visione della vita in generale. Sono moralista solo nei mie confronti e nei confronti di chi ricopra una carica pubblica, che sia politica o dirigenziale, ma in genere non mi piace essere troppo severo nel giudizio sugli altri. Sorpreso, ma non troppo, leggo che Comunione e Liberazione attacca Famiglia Cristiana per le recenti posizioni espresse contro i comportamenti di alcuni politici al potere, di uno in particolare. Così piazzano un parabolico “chièsenzapeccatoscaglilaprimapietra” dinnanzi al “moralismo bavoso” della rivista di Famiglia. Stupore o stuprore? Casi clinici o policlinici? La grammatica si  disorienta di fronte alla verità e la verità è una e trina per Cielle: Centro-Destra-Sinistra, “dialogare con tutti” purché ci sia nutrimento per il corpo -  ah dimenticavo … - e per lo spirito. Per questo il responsabile “laico” di Cielle, Giancarlo Cesana, divenuto Presidente del Policlinico di Milano – Formica o Formigone? Si chiede la Cicala - attacca quel relativismo presente nel romanzo di Umberto Eco, “Il Nome della Rosa”. E qui m’encazzo - cito Er Monnezza - perché Guglielmo di Baskerville non me lo devono toccare. La frase incriminata è questa: “Temi i profeti e coloro che sono disposti a morire per la verità, ché di solito fan morire moltissimi con loro, spesso prima di loro, talvolta al posto loro […] Forse il compito di chi ama gli uomini è di far ridere della verità, perché l’unica verità è imparare a liberarci della morbosa passione per la verità”. Frase che estrapolata dal contesto storico del romanzo, viene strumentalmente accostata dal Polilaico-Presidente all’ “Ognuno pensi ciò che vuole” del “gregge dissoluto” della moderna e irredimibile gioventù carbonizzata.

La verità c’è e si fonda su alcune certezze, una delle quali è solida e si chiama Compagnia delle Opere. Di fronte a questo rassicurante mondo tolemaico, non c’è nulla da lamentarsi. Chissà cosa penserebbe un operaio cassintegrato, leggendo una frase stampata su una delle t-shirt esposte: “Non ho nulla per cui protestare, solo da ringraziare”. La Repubblica del Sorriso è stata fondata, cancellate le facce scure e mettete un bel poster del volteriano Candido sopra il vostro letto. A rassicurarvi c’è Schulz, il Presidente della Compagnia delle Opere. Ha 34 anni e una buona parola per tutti: “Berlusconi? ha scelto ottimi ministri […] Bersani? Un amico da sempre […] Marchionne? è fuori dagli schemi”.

Guardo la tessera del Pd nel mio portafogli e comincio a credere che stavolta sarà l’ultima, che l’ironia non basta a coprire l’amarezza e che sto cominciando a capire che forse sono io che sbaglio.  È ora d’arrendersi, va bene l’Udc, l’Mpa, Montezemolo, Cielle. Devo fumare di meno, dice mio padre. Guardo il posacenere e penso che ha ragione. Anche io ho trovato la mia verità: nuoce gravemente alla salute, uccide, provoca infarti, ictus e danneggia chi ti sta attorno. Azz … devo proprio cambiare vizio o finirò per rimanerci secco… Massìì alle prossime elezioni voto Pdl.

Anzi no, mi sa che vado a comprare un altro pacchetto di sigarette, mi tengo la mia verità, il fumo, la cenere e le cicche. D’altronde, qualora dovessi spargerle per terra, ci vorrebbe quasi un secolo per farle sparire.

Pubblicato il 28/8/2010 alle 19.19 nella rubrica Politica.

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