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Goodbye, Elliot...

Il primo articolo di questa rubrica lo voglio dedicare a lui: il cantante che con la sua voce, con le sue tenebre e il suo sound leggero e triste mi ha fatto sentire una sensazione forte.

Elliot Smith ha scritto tanto, ma è riuscito solo in parte a far parlar di se. La sua fama non ha girato il mondo, ma forse stava per intraprendere questo viaggio. A fermarla è stato lui stesso con un suicidio, per alcuni inspiegabile per altri dovuto a quel successo che stava per raggiungere.

Le sue perle sono sparse tra le sue opere, ma se volete ascoltare alcuni album che non vi deluderanno, il mio consiglio e di soffermarvi su:
"Either or" , "XO" e "Good Will Hunting".
Chissà, forse ascoltando pezzi come "Angeles", "Beetwen the bars", "No name no.5", "Alameda" o "Miss Misery" potrete capire quanto sia stato spiacevole per me scoprire che era morto suicida già da un anno, mentre io cercavo come un pazzo il suo ultimo album.

Pubblicato il 16/2/2005 alle 14.11 nella rubrica Musica, Cinema, Arte e Spettacolo.

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